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Montefiascone
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mwhqMontefiascone è un mwhgcomune italiano di mwhw12 989 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjaprovincia di Viterbo nel mwjqLazio.
Contents
• Clima
• Storia
• I Romani
• Simboli
• Società
• Cultura
• Cucina
• Eventi
• Musei
• Frazioni
• Economia
• Ferrovie
• Strade
• Sport
• Baseball
• Calcio
• Ciclismo
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Collocato sul versante sud-orientale della catena dei mwqwMonti Volsini, Montefiascone è, in tutta la provincia di mwraViterbo, il mwrqcomune con maggiore altitudine, superando i 600 mwrgm s.l.m. nella zona del "Belvedere" e della dominante mwrwRocca dei Papi (633 m s.l.m.)cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] da dove si può godere di un'ampia vista sul mwualago di Bolsena e la piana di Viterbo. In giornate terse è possibile notare gran parte dell'mwuqAppennino centrale e il mwugmar Tirreno.
Difatti, il colle su cui sorge la cittadina si affaccia direttamente sul mwvalago, antica mwvqcaldera poi riempitasi d'acqua, che ha avuto origine dall'esplosione di un possente vulcano in tempi preistorici. Il territorio, ricco di materiali di origine lavica come il mwvgtufo, ha favorito lo sviluppo della coltivazione della vite. Grazie a questo, Montefiascone è conosciuto per la sua produzione enologica anche aldilà dei confini locali.
A livello geografico, Montefiascone si trova a nord rispetto a Viterbo, molto vicino all'Umbria (mwwaOrvieto dista solamente 40 minuti in macchina) e alla Toscana. Dal mwwqlago di Bolsena dista appena mwwg5 km e non è lontano dal mwwwmonte Amiata. A livello amministrativo, il comune è diviso in sette frazioni principali: Coste, Grazie, Mosse, Zepponami, Fiordini e il Lungolago. La mwxavia Francigena attraversa parte del suo territorio.
La cittadina è da sempre un centro di produzione agricola e vinicola, circondato da notevoli risorse paesaggistiche e naturali.
Clima
• mwyqClassificazione climatica: zona E, 2467 GR/G; la cittadina presenta un clima temperato, con una temperatura media annuale di 13,1mwyg °C. Le estati generalmente non sono mai troppo calde e afose mentre gli inverni sono di solito miti con qualche nevicata soprattutto nei mesi più freddi dell'anno (gennaio e febbraio).
Origini del nome
Le radici del mwzqtoponimo Monte Fiascone, dove "monte" è probabilmente dovuto alla natura collinare dell'abitato, mentre “fiasco” è termine medioevale di origine goticacite-ref-6[6]; perché il termine fiasco sia stato associato al paese collinare vi sono varie ipotesi, ma rimane sostanzialmente sconosciuto.
Per almeno tre secoli, dal XVI al XIX, il nome d’origine di Montefiascone, il genuino già da sette secoli Monte del Fiasco- Monte Fiasco, apparso per la prima volta in un documento del IX secolo (mons Flasconis), venne gratuitamente associato, interpretato, per semplice similitudine del nome, da alcuni umanisti rinascimentali (mwawFlavio Biondo, mwbaLeandro Alberticite-ref-7[A 1], poi altri sull’esempio), come mons Faliscorum, cioè monte dei mwcqfalisci, identificando la città con l’antica mwcgFalerii (soprattutto l’Alberti), che invece era in loco dell’odierna mwcwCivita Castellana. È nel 1853 che per primo, l’illustre mwdaFrancesco Orioli, di madre montefiasconese, con un lungo articolo su una rivista culturale romana (L’Album, Giornale Letterario e di Belle Arti, anno XXcite-ref-8[A 2]) ridicolizzò energicamente tale derivazione, in quanto vezzo degli umanisti del periodo rinascimentale, quello attribuire antiche origini alle città, non solo italiane (“mweqRispetto al Falisco l’errore è più radicato, come quello che ha radice vecchia di già quattro secoli, quando tutta Italia, per non dir mezza Europa cominciò ad essere infetta dalla mala epidemia per la quale non vi fu città, terra, o castello, che non volesse darsi ad ogni patto, anco nel nome, una origine classica.”); confutazione ripresa poi sulle pagine dell’Illustrazione Italiana, nel 1898 dall’archeologo mwegLuigi Savignonicite-ref-9[A 3]
Derivazione impropria solo di alcuni umanisti, poiché mwgaRaffaele Maffei-Il Volterranocite-ref-10[A 4] (1552) vedeva correttamente i falisci a Civita Castellana e dintorni, cosi come mwhq(Dizionario-Biografico Antonio Massa(1546)cite-ref-11[A 5]; derivazione peregrina facilitata dal fatto che le ricchissime archeologie dell’antica mwigFalerii (Civita Castellana), non erano state ancora scoperte, cosa che comincerà nel XVIII secolo, e la classe ‘colta’ di Montefiascone impose alla popolazione tale origine senza alcun spirito critico (la famiglia di Falisco Falisci volle pregiarsi del cognome Falisci, dopo l’obbligo avere un cognome imposto dal mwiwConcilio di Trento 1563). Ma se gli storici antichi, come mwjaTito Livio mwjq(Ad Urbe Condita, libro V), mwjgOvidio (negli mwjwAmores), parlano di Falerii, città conquistata definitivamente dai Roma nel 241, delle guerre e dei costumi dei mwkafalisci, il geografo greco dello stesso periodo, mwkqStrabone, nella sua mwkgGeografia (Strabone), libro V, identificò esplicitamente Falerii sulla mwkwvia Flaminia tra mwlaOrticoli e Romacite-ref-12[A 6], molto lontano da Montefiascone, mwmqPlinio il vecchio ugualmente nella sua mwmgNaturalis Historia, libro VII, li vede in quell’area circa i riticite-ref-13[A 7] sul mwnwmonte Soratte. Quindi gli errori, la superficialità, la gratuità degli umanisti in questione, e di chi gli diede credito, è più che evidente.
Sul finire del ‘700, lo storico montefiasconese Francesco Maria Pieri (1788), è ancora ostinatamente aggrappato all’idea di Montefiascone come capitale di vasto territorio falisco, mentre nel secolo successivo don Girolamo Delino De Angelis (1841), da una prima posizione equidistante, quasi riconosce poi Civita Castellana e Gallese come patria dei faliscicite-ref-14[A 8]. Nella sua ‘Storia di Montefiascone’ (1870) Luigi Pieri Buti, riduce le pretese, intravedendo il paese solo ‘inseminato’ da falisci, in fuga dopo la presa romana di Faleri nel 241 a.C., ma senza alcun riscontro; tesi dubitativa di Mercurio Antonelli (Montefiascone, 1863-1940), con due acritiche e brevi note del 1896 e 1931cite-ref-15[A 9]. Risulta altresì improbabile che i romani, che già avevano conquistato l’area vent’anni prima (presa di Velzna 264 a.C.), concedessero ai potenti nemici di sempre, insediarsi su una rocca. Come è noto avevano invece deportato i falisci su un pianoro indifendibile, distante cinque chilometri da Falerii-Civita Castellana, dove fondarono una nuova grande città romana (mwqqFalerii novi).
Più recentemente, gli storici locali contemporanei, dagli anni ’80 del novecento, Gabriele Bartolozzi Casticite-ref-16[7], Giancarlo Breccolacite-ref-17[8], Marcello Maricite-ref-18[9], hanno in diverso modo definitivamente escluso l’esistenza di falisci a Montefiascone. Pur tuttavia termini come ‘Colle falisco’, Agro falisco’, continuano ancora ad essere impropriamente usati nel paese.
Storia
I primi abitanti e gli Etruschi
Al periodo mwugetrusco risalgono due aree templari sacre, rispettivamente nella località di Cornos (in riva al lago e chiamata dai locali anche Cornosse) e alla Rocca. Tracce di civiltà più antiche sono state rinvenute tra Montefiascone e mwvaViterbo, più precisamente nella zona del mwvqRinaldone, sede della mwvgciviltà eneolitica. Nel luogo ove si trova la Rocca fortezza sono stati rinvenuti i resti di un insediamento mwvwprotovillanoviano, databile intorno al mwwaIX secolo a.C.-mwwqVIII secolo a.C.cite-ref-19[10]
I Romani
Montefiascone conobbe migliori fortune nel periodo romano, grazie ad un efficiente sistema viario (un esempio è la mwyavia Cassia, costruita tra il mwyq170 e il mwyg150 a.C.), facilitato proprio dalla carenza di fenomeni urbani rilevanti da parte degli mwywetruschi. Alcuni ritrovamenti nella zona della mwzabasilica di San Flaviano farebbero pensare che il nucleo iniziale romano si trovasse proprio in questa area. Sono stati ritrovate tracce di mwzqmausolei, mwzgnecropoli e numerose mwzwlapidi.
Nella copia della mw0qTabula Peutingeriana romana, della seconda metà del IV secolo (ca. 375 d.C.) evidenzia una tacca sulla Cassia proprio all’altezza della posizione di Montefiascone, come probabile stazione di posta di media grandezza.cite-ref-20[11]
Alto medioevo. Primi documenti.
Per avere un documento che identifichi il nome di un nucleo abitativo, bisogna arrivare al 801 dove nel documento no 169 del Regesto di Farfa compare la denominazione «Vicus» o «Burgus Sancti Flaviani» o «Burgus Flavianus» dove troviamo un Gulfario, figlio di Gumperto che abitava in Vico Flaviano, nella parte bassa del paese, dove è l’attuale chiesa del santo.
Nell'epistola di Leone IV al vescovo di Tuscania Virbonus dell'anno 853 troviamo, oltre il «burgus Beati Flaviani», la comparsa del toponimo «mons Flasconis», scritto con le due parole divise e la «m» di «mons» minuscola. Era iniziato un periodo di coesistenza dei due toponimicite-ref-21[12], nei possedimenti della diocesi, alla quale il territorio della cittadina appartenevacite-ref-22[13]cite-ref-23[14]. Abbiamo così notizie del convento di San Pietro "in Vico pergulata", delle scomparse chiese di Santa Maria e mw5qSant'Agnese, di cui rimangono le tracce di fondazioni, della chiesa di San Pancrazio in Nocerina e di Sant'Andrea, inizialmente posta all'interno delle mura cittadine.
Basso Medioevo
Nel basso medioevo il centro, insieme con la sua piccola fortezza, inizia ad assumere notevole importanza strategica, in virtù della sua posizione dominante sulla vallata. Nel mw6q1058 vi si reca il mw6gpapa Stefano IXcite-ref-24[15], e nel mw7w1065 l'esercito della contessa Matilde. Il 15 giugno mw8a1074 mw8qPapa Gregorio VII incontra la stessa contessa Matilde e la madre Beatrice, sue preziose alleate, a mw8gSan Flavianocite-ref-25[16]. La fortezza viene messa sotto assedio nel mw9w1093 da mw-aEnrico IV, ma i conti mw-qFarnese, mw-gIldibrandini e di Bisenzio la difendono energicamente.
Nel mw-q1111, mw-gEnrico V e la sua corte passano per Montefiascone, diretti a mw-wRoma per la consacrazione papale del sovrano: secondo la leggenda, mwaqaJohannes Defuk sarebbe proprio al suo seguito quando viene "conquistato" dalla bontà del vino locale.
Successivamente, anche l'imperatore mwaqiFederico Barbarossa si reca a Montefiascone (mwaqm1185), consapevole dell'importanza strategica della fortezza.
Il periodo di splendore
Negli anni seguenti Montefiascone divenne uno dei più importanti centri della mwaqychiesa. mwaqcPapa Innocenzo III, nel XIII secolo, costituì il mwaqgpatrimonio di San Pietro, facendosi forte delle promesse incompiute di mwaqkPipino e mwaqoCarlo Magno. Innocenzo visitò Montefiascone per la prima volta nel mwaqs1207. Egli ne rinforzò la Rocca, munendola di un muro di cinta. Tre anni dopo la venuta del papa, mwaqwOttone IV occupò Montefiascone e vi instaurò il suo quartier generale. Nel mwaq01222 passò di qui mwaq4San Francesco, e vi lasciò uno dei suoi seguaci, frate Morico da Viterbo, affinché iniziasse i cittadini al suo modo di intendere e vivere il mwaraVangelo.
Nel mwari1267, il paese fu invaso per un breve periodo dai mwarmghibellini. mwarqPapa Martino IV soggiornò ininterrottamente alla Rocca, e la abbellì tanto da farla diventare una reggia. Sembra che il pontefice fosse estremamente goloso delle mwaruanguille pescate nel mwarylago di Bolsena, e per questo motivo mwarcDante lo pose in mwargPurgatorio, nella cornice dei golosi. Nel mwark1315 la fortezza fu messa sotto assedio a causa di una disputa con un mwarovicario rettore di San Pietro. I ghibellini (sostenitori dell'imperatore) vinsero, e derisero gli sconfitti. La vigilia di Natale fu tenuto un processo a carico dei prigionieri, e ci furono condanne pesanti.
Nel mwarw1321 mwar0papa Giovanni XXII, da mwar4Avignone, ordinò che si coniasse nella Rocca una nuova moneta, la "papalina" o "paparina". Nel periodo della mwar8cattività avignonese non abbiamo pontefici a Montefiascone, ma vi soggiornano per anni i loro legati, che li sostituivano alla guida del governo. Uno di essi fu il mwasacardinale mwasespagnolo mwasiEgidio Albornoz. Nelle sue missioni in Italia dal mwasm1353 al mwasq1357 e dal mwasu1358 al mwasy1367 risiedette in prevalenza a Montefiascone. Trascorse tutto il suo primo inverno in Italia all'interno della Rocca, predisponendo piani di battaglia e accattivandosi più alleati possibili. Si dice che in questo periodo la fortezza fosse inespugnabile.
Quando mwasgUrbano V salì al soglio pontificio, l'Albornoz aveva quasi del tutto restaurato lo stato pontificio. Il 30 aprile mwask1367 la sede papale fu riportata da mwasoAvignone a Roma. In seguito, furono intrapresi dei lavori per abbellire ulteriormente la Rocca, ed Urbano V vi risiedette nelle estati del mwass1368, mwasw69, mwas070. Il 9 ottobre mwas41368 ritornò a Roma per incoronare mwas8Carlo IV.
Nel mwate1463 la Rocca aveva ormai perso il suo prestigio, poiché la sede del mwatiregno pontificio era stata spostata prima a mwatmViterbo, e poi definitivamente a Roma. mwatqPapa Pio II, visitandola, la descrive: "...il palazzo fu costruito come una fortezza, con saloni, sale da pranzo, stanze da letto convenienti alla dignità di un papa, ma ora è in parte cadente, sia per vecchiaia che per incuria...".
Il Rinascimento e il declino
Nel mwatw1534 Alessandro Farnese, conosciuto poi come mwat0Paolo III, venne eletto papa. Egli fu un abile mwat4diplomatico, che cercò di perseguire una politica di pacificazione tra le varie autorità ecclesiastiche.
Nel mwaua1590 la rocca cadeva a pezzi, ma non venne mai restaurata. I papi avevano iniziato a recarsi sempre meno in quella che era stata la loro residenza estiva, e per decenni Montefiascone rimase nell'anonimato. Nel mwaue1657 la città fu colta dalla mwauipeste, ma ogni precauzione risultò vana, tanto che la città perse mwaum1 200 abitanti, ovvero circa 1/3 della popolazione di allora.
Nel mwaug1687, la venuta del cardinale mwaukMarco Antonio Barbarigo fu provvidenziale. Egli riadattò il mwauoseminario di Montefiascone fino a farlo diventare uno dei più importanti del centro Italia. Lentamente però anche il seminario perse importanza, e il 26 maggio mwaus1706 il cardinale morì.
Il 1º settembre mwau01719 il vescovo cardinal Pompilio Bonaventura celebrò a Montefiascone le nozze tra la principessa mwau8polacca mwavaMaria Clementina Sobieska e mwaveGiacomo Stuart, pretendente al trono d'mwaviInghilterra. Non diverranno, tuttavia, sovrani. Nel mwavm1731 la principessa donò un parato con ricami d'oro.
Nel mwavg1798 i mwavkrepubblicani francesi invasero lo stato pontificio, e, entrando a Montefiascone, razziarono il giardino del vescovato, distruggendo le cento statue di marmo che l'adornavano.
Nel mwavs1860 Montefiascone fu assalita dai "Cacciatori del Tevere", ma le mwav0truppe papaline ripresero immediatamente il controllo della città. mwav4Gioachino Rossini vi ambientò la sua mwav8Cenerentola.
Nel mwawe1870 mwawiNino Bixio occupò la città senza trovare resistenza. La votazione per l'annessione al mwawmRegno d'Italia fu unanime: su 1473, 1469 furono per l'annessione, 4 votarono contro e 491 si astennero. Dopo otto secoli cessava di esistere il mwawqpatrimonio di San Pietro in mwawuTuscia. Con i nuovi amministratori venne ricostruita gran parte degli edifici e palazzi, costruite mwawyfogne, strade e l'acquedotto del Cimino. Montefiascone venne definita da molti la "perla dell'Alto mwawgLazio", e fu un'ambita meta di villeggiatura per i primi decenni del Novecento.
Come molte altre città, anche Montefiascone pagò il suo contributo alla mwawoprima guerra mondiale: 20 caduti, tra cui il mwawssindaco Oreste Borghesi.
Nel mwaw41930 mwaw8Lucia Filippini, fondatrice dell'ordine omonimo e grande benefattrice delle scuole locali, viene santificata. Le sue spoglie sono ancora oggi custodite nella cripta soggiacente la principale basilica di Montefiascone, Santa Margherita.
Negli anni trenta, la città fu anche oggetto di visita da parte di mwaxeMussolini, accompagnato da mwaxiItalo Balbo.
Nel corso della mwaxqseconda guerra mondiale, Montefiascone subì due bombardamenti aerei da parte delle mwaxutruppe alleate, avvenuti nel maggio del mwaxy1944. Vi furono numerose vittime ed ingenti danni.
Nel mwaxw1958 venne istituita la Fiera del Vino. La fiera, ancora oggi uno degli eventi principali dell'estate montefiasconese (si tiene ogni anno ad agosto), celebra la storica vocazione agro-vinicola della città e il suo rinomato vino mwax4d.o.c. mwax8Est! Est!! Est!!!.
Simboli
Lo stemma cittadino venne riconosciuto con mwayidecreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 luglio 1953.cite-ref-bozzetti-26-0[17] La sua mwaycblasonatura ufficiale è:
«D'
azzurro
, al monte all'italiana (6) d'
oro
, al fascio romano dello stesso, con la scure d'
argento
, poggiante
in sbarra
sul colle più alto.
»
Con mway4decreto del Presidente della Repubblica del 19 maggio 1954 veniva invece concesso il gonfalone civico consistente in un drappo di azzurro.cite-ref-28[19] Il mwazmmwazqmonte all'italiana è un tipico mwazuelemento parlante, mentre il mwazyfascio, di probabile origine mwazcetrusca, indica che Montefiascone è uno dei luoghi in cui potrebbe essere sorto anticamente il mwazgmwazkFanum Voltumnae, santuario della Lega che raccoglieva le dodici città etrusche; questo stemma sarebbe stato «in uso da età imprecisata».cite-ref-ac-27-1[18]
Il Comune non fa uso dello stemma ufficiale bensì di un'arma:
«D'oro, al monte all'italiana di sei cime di
verde
, sostenente un barilotto di
rosso
.»
(Art. 2 dello Statuto comunalecite-ref-29[20])
In questo caso entrambi gli elementi hanno una funzione parlante, la mwaaumwaaybotte richiama in maniera più elegante il mwaacfiascone presente nella seconda parte del nome e la produzione di vino mwaagd.o.c. mwaakEst! Est!! Est!!! tipica della zona; anche con questo stemma si usa quale gonfalone un drappo di azzurro.cite-ref-ac-27-2[18]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwaduChiesa di San Flaviano: confinata ai margini dell'abitato dal suo progressivo spostamento verso la sommità del colle, la chiesa continuò a vivere le vicende del mwadycastrum falisco. All'inizio del XIV secolo, alla chiesa romanica venne aggiunto un prolungamento ed una nuova facciata in stile gotico, inoltre vennero rialzate le navate laterali: successivamente vennero costruite anche le cappelle che si aprono oggi sul lato sinistro della chiesa. Al suo interno sono gelosamente conservati alcuni affreschi di mwadcscuola romana e mwadgtoscana risalenti al mwadkXIV secolo, altri di mwadoscuola umbra del secolo successivo e la Cattedra di mwadsUrbano IV. È presente, inoltre, la tomba di mwadwJohannes Defuk, prelato mwad0tedesco al centro della leggenda dell'mwad4Est! Est!! Est!!.
• mwaeaCattedrale di Santa Margherita: insieme alla rocca costituisce l'elemento caratteristico del panorama di Montefiascone; la mwaeecattedrale è dedicata ad una giovinetta le cui spoglie erano giunte fortunosamente sul colle falisco dalla remota terra di Antiochia, dove era vissuta e morta per la fede cristiana. I lavori furono avviati intorno al secolo XV su ordine di Alessandro Farnese, poi mwaeiPaolo III, su una chiesa già esistente, e vi presero parte artisti quali il mwaemBramante e Antonio Sangallo il Giovane. Sembra sia stato proprio il Bramante a disegnare la pianta ottagonale, prendendo spunto dalla forma originale della vecchia costruzione. Tuttavia, a causa di ostacoli imprevisti quali la peste e le varie guerre, la costruzione venne portata a termine molto più tardi. Fatalità volle che a causa dei carboni usati per sciogliere la cera che serviva per l'organo, lasciati, sembra, proprio dall'organista, nel mwaeu1670 la grande chiesa si incendiasse irrimediabilmente. La ricostruzione iniziò immediatamente su ordine del cardinale mwaeyAlbertoni Altieri, mwaecvescovo della città, il quale sostenne tutte le spese. In quattro anni l'edificio venne completato di nuovo, e appariva ora più grande e sontuoso, grazie anche alla maestosa cupola, divenuta oggi simbolo della città.
• Chiesa di Sant'Andrea: Una delle più antiche di Montefiascone, la chiesa, già citata in un documento dell'anno 853, si presenta nell'aspetto datole nell'XI secolo. La facciata era in origine a tre spioventi, ma oggi le navate laterali rimangono intatte all'interno, mentre all'esterno è rimasta solo la parte centrale della facciata. L’interno è a tre navate divise da colonne e da pilastri. I quattro capitelli che ornano le colonne, tutti differenti tra loro, mostrano influenze lombarde e caratteri fitomorfi e soggetti figurati.
• Chiesa di San Bartolomeo: l’attuale chiesa venne fatta costruire dal cardinal mwaeoMarcantonio Barbarigo, vescovo di Montefiascone dal 1687 al 1706 insieme all'adiacente Seminario, in luogo di una chiesa preesistente di modeste dimensioni, di medesima intitolazione, già soppressa nel 1666 e destinata dal cardinal Paluzzo Altieri degli Albertoni ad essere abbattuta per far posto al nuovo Seminario. I lavori della nuova chiesa cominciarono nel novembre 1693 e si conclusero nel 1696, quando il 21 settembre di il nuovo edificio di culto fu consacrato dallo stesso cardinal Barbarigocite-ref-30[21]. L’interno della chiesa a navata unica, presenta ai lati dell’entrata il mwae8cenotafio del cardinal Barbarigo e mwafaquello del cardinal Gazola, e alle pareti laterali due altari con altrettante pale d’altare, quella di destra raffigurante mwafeLa Vergine e il Bambino con Santi, quella di sinistra mwafiL’Angelo custode. Sull’altare maggiore è posto un tabernacolo ligneo dorato del XVIII secolo e nella parete di fondo la grande pala d’altare con il Mmwafmartirio di San Bartolomeo, sovrastata nel soffitto del presbiterio, entro un tondo, dalla mwafqGloria del Santo. Tutti i dipinti menzionati furono commissionati dal cardinal Barbarigo a mwafuPietro Lucatelli ed eseguiti nel 1695 (la pala dell'altare maggiore è anche firmata e datata)cite-ref-31[22].
• Chiesa di San Pietro: la piccola chiesa, che pertiene al monastero delle Benedettine, attestato già nel IX secolo, è a navata unica e si presenta nell'aspetto datole dai lavori intrapresi dal 1719. Alle pareti laterali sono due altari con decorazioni in stucco: quello di destra ospita una tela raffigurante mwafsSan Giuseppe con Gesù Bambino e Santi, attribuito ad mwafwAgostino Masucci, mentre quello di sinistra reca una mwaf0Madonna con Bambino e Santi forse attribuibile ad mwaf4Andrea Casali. Coevo è lo sfarzoso altare centrale adorno con un dipinto raffigurante mwaf8La Madonna in gloria e Santi. Dietro l’altare maggiore della chiesa si apre il coro, dove sopravvivono affreschi quattro-cinquecenteschi, scoperti nel 1907 quando la pala in terracotta dei Buglioni venne rimossa per essere trasferita in cattedrale.
• Chiesa di Santa Maria delle Graziecite-ref-32[23]
Architetture civili
• La mwagoRocca dei Papi, che lega la sua genesi, il suo sviluppo e anche la sua decadenza ai rapporti di Montefiascone con vari pontefici. Nel periodo che risale alle mwagsinvasioni barbariche il paese si vide costretto a rafforzare le difese ambientali con opere murarie che impedissero a eventuali aggressori di introdursi all'interno del centro abitato. Venne così eretta una grande e possente rocca con alte mura, all'interno delle quali si riversarono anche gli abitanti delle campagne. Presto essa divenne meta privilegiata di papi che, costretti a scappare dalla Roma assediata, la scelsero quale meta del loro esilio. Questa assidua presenza di personalità ecclesiastiche fece ben presto di Montefiascone una mwagwsede vescovile. La zona della Rocca rappresenta ancor oggi una delle principali attrattive del luogo.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2022 la popolazione straniera era di 975 persone, pari al 7,53% degli abitanti.cite-ref-35[26]
Istituzioni, enti e associazioni
• Villa Margherita, Provincia Italiana Congregazione Figli Immacolata Concezionecite-ref-37[28].
• Casa di Riposo Villa Serenacite-ref-38[29].
Cultura
Istruzione
Scuole secondarie di secondo grado
Le scuole secondarie di secondo grado presenti a Montefiascone sono statali
• L'IISS "Carlo Alberto Dalla Chiesa"cite-ref-39[30], scuola statale, Istituto Tecnico Economico e Tecnologico unito con Liceo Classico, Scientifico (tradizionale e opz. Scienze Applicate) e Linguistico.
mwakkUniversità
• IPU Istituto Universitario Progetto Uomocite-ref-40[31].
Cucina
• Montefiascone è il luogo d'origine dell'mwalmEst! Est!! Est!!! di Montefiascone, un mwalqvino bianco italiano a mwaluDenominazione di Origine Controllata (DOC).
Eventi
• Fiera del Vino (agosto); attorno all'anno 1111 mwalkGiovanni Deuc detto Defuk, alto prelato germanico amante del buon vino, incaricò il fedele servo Martino di cercare per lui il migliore. Martino partì per questa ricerca e per far capire al suo padrone che era stato in quel paese e che vi si trovava del buon vino, scriveva sulla porta della locanda Est! Che stava per c'è. Defuk, passando per i paesi visitati dal servo, si fermava dove trovava la scritta. Martino arrivato a Montefiascone rimase talmente colpito da questo vino da scrivere mwaloEst! Est!! Est!!!. Quando Defuk assaggiò quel vino non poté più smettere di gustarlo così che il troppo bere lo portò alla morte. Il prelato venne sepolto nelle mwalsbasilica di San Flaviano, dove ancora oggi si trova la sua tomba, e prima di morire espresse il desiderio che ogni anno nella ricorrenza della sua morte venisse versato del vino sulla sua tomba, lasciando una grossa somma di denaro in lascito alla città affinché il rito venisse officiato. Da questa vicenda nasce il Corteo Storico falisco e viene tratta la manifestazione "Fiera del Vino", che si svolge ogni anno nel mese di agosto.
• "Est Film Festival", luglio.
Musei
• Museo mwamaAntonio da Sangallo il Giovane all'interno dell'imponente mwameRocca dei Papi in Piazza Urbano V.
• Museo della Tipografia e della Stampacite-ref-41[32]
Geografia antropica
Frazioni
Le Mosse
La frazione di mwanymwancLe Mosse si è sviluppata intorno alla via Verentana, sul versante occidentale del colle falisco. La chiesa parrocchiale è quella di mwankSan Giuseppe lavoratore, al centro della frazione. In questa frazione si trova la pregevole mwanoChiesa di S. Maria di Montedoro, progettata da mwansAntonio da Sangallo il giovane.
Zepponami
mwan4mwan8Zepponami è situata sulla via Cassia, in direzione di mwaoaViterbo, a circa mwaoe2 km dal centro di Montefiascone. Si trova qui la mwaoistazione ferroviaria che inserisce la cittadina sulla mwaomlinea Viterbo-Roma, consentendone il collegamento con la capitale.
Le Coste
Economia
Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema mwaosUnità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).cite-ref-imprese-42-0[33]
| | 2015 | | | | | | 2014 | | 2013 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Numero imprese attive | % Provinciale Imprese attive | % Regionale Imprese attive | Numero addetti | % Provinciale Addetti | % Regionale Addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | Numero imprese attive | Numero addetti |
| Montefiascone | 1.012 | 4,33% | 0,22% | 2.250 | 3,79% | 0,15% | 1.026 | 2.319 | 1.034 | 2.323 |
| Viterbo | 23.371 | | 5,13% | 59.399 | | 3,86% | 23.658 | 59.741 | 24.131 | 61.493 |
| Lazio | 455.591 | | | 1.539.359 | | | 457.686 | 1.510.459 | 464.094 | 1.525.471 |
Nel 2015 le 1.012 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano il 4,33% del totale provinciale (23.371 imprese attive), hanno occupato 2.250 addetti, il 3,79% del dato provinciale (59.399 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due persone (2,22).
Infrastrutture e trasporti
Ferrovie
La mwatmstazione di Montefiascone è collocata sulla mwatqFerrovia Viterbo-Attigliano-Orte. Vi effettuano fermata treni regionali in servizio navetta tra mwatuViterbo e mwatyOrte e tutte le coppie di treni mwatcregionali veloci mwatgViterbo Porta Fiorentina-mwatkOrte-mwatoRoma Termini che, transitando sulla Ferrovia "mwatsDirettissima", offrono la possibilità di raggiungere la mattina Roma e la sera Montefiascone da mwatwRoma Termini in circa 1 ora e 20 minuti senza cambio.
Strade
Montefiascone è attraversata dalla mwat8SS2 Cassia; è collegata tramite la mwauaStrada Provinciale 8 mwaueVerentana, a mwauiMarta e mwaumCapodimonte. Ha origine a Montefiascone la mwauqStrada statale 71 Umbro Casentinese Romagnola che collega la città a mwauuRavenna.
A mwauc25 km di distanza dal centro è presente lo svincolo Montefiascone - mwaugBagnaia (Viterbo), della mwaukStrada statale 675 Umbro-Laziale. La tratta attualmente in esercizio collega mwauoTerni, mwausOrte e mwauwViterbo per terminare nei pressi di mwau0Monte Romano, mentre il tratto ancora in fase di realizzazione condurrà fino all’mwau4Autostrada Tirrenica, innestandosi tra mwau8Tarquinia e mwavaCivitavecchia. Essa presenta caratteristiche di mwavesuperstrada per tutto il suo percorso, quindi con carreggiate separate e due corsie per senso di marcia.
Mobilità urbana
Amministrazione
Nel mwawm1927, a seguito del mwawqriordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio mwawu1927, per volontà del mwawygoverno fascista, quando venne istituita la mwawcprovincia di Viterbo, Montefiascone passò dalla mwawgprovincia di Roma a quella di Viterbo.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1988 | 1990 | Renato Belardi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1990 | 1994 | Maurizio Minciotti | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1994 | 1995 | Mario Trapè | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1995 | 2004 | Mario Trapé | centrosinistra | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Fernando Fumagalli | centrosinistra | Sindaco | |
| 2009 | 2010 | Andrea Danti | Il Popolo delle Libertà | Sindaco | |
| 2010 | 2011 | Francesco Tarricone | | Commissario straordinario | |
| 2011 | 2016 | Luciano Cimarello | Partito Democratico | Sindaco | |
| 2016 | 2020 | Massimo Paolini | Fratelli d'Italia | Sindaco | |
| 2020 | 2021 | Anna De Luna | | Commissario straordinario | |
| 2021 | in carica | Giulia De Santis | lista civica di centrosinistra Montefiascone merita | Sindaca | |
Gemellaggi
Sport
Baseball
• Montefiascone Baseball Club 1967.
Calcio
• mwax8A.S.D. Montefiascone (colori sociali giallo verde) che, nel campionato 2025-26, milita nel campionato maschile di mwayaPrima categoria.cite-ref-46[37]
Ciclismo
A luglio ospita la mwaycGranfondo dell'Est! Est!! Est!!!, competizione di mountain bike che si svolge tra Montefiascone, Bagnaia e il lago di Bolsena.cite-ref-47[38]
Impianti sportivi
• Campo sportivo comunale.cite-ref-48[39]
• Il mwazqPalazzetto dello Sport.cite-ref-49[40]
• Campo da Baseball comunalecite-ref-50[41]
Note
Annotazioni
cite-note-7A 1. ↑ -Biondo, Flavio, Roma ristaurata, et Italia illustrata, volgarizzamento di Lucio Fauno, Venetia 1543. Pag 89-bis- “..qui vicino è Toscanella, ricchissima terra della chiesa, e finalmente, su in un arduo colle è monte Fiascone, detto già dagli antichi, monte degli Falisci” Leandro Alberti- Descrittione di tutta Italia et isole pertinenti ad essa…Venezia 1550 - Basilea 1596 - Pagg 123, 124 “..quel da Catone nominato Fiscone, et da gli altri monte de’ Falisci, imperò che questo Monte Fiscone, overo monte Fiascone, è fra la Città d’Etruria, e i Volsci, et quel fra Falari, et Flaviano, overo il primo è nell’Etruria, et l’altro ne’Veienti. Biondo (mwa0uFlavio Biondo) col Volaterrano (mwa0yRaffaele Volterrano?), dice che per ogni modo si dee tenere, esser questo luogo, quel da Strabone detto Faliscum, et da Plinio Colonia Falisca ab Argis, et che fosse capo de i Falisci, essendo posta sopra il colle (com’è detto) conciosia cosa che altro castello non si ritrova giacere sopra il monte de i Falisci, fuori di questo. Etiandio sono io di tale opinione,” “Adunque per la dispositione del sito et per l’altre conditioni, quivi ritrovate pare per ogni modo, che si debba tenere esser questo quel luogo da Strabone, et da Plinio descritto.”
cite-note-8A 2. ↑ L’Album, Giornale Letterario e di Belle Arti, anno XX- Roma- mwa0oMontefiascone e la Chiesa e il Borgo di S. Flaviano., pp. 298-306 «Svarione di geografia nella prima parte del vocabolo, che pone lo spurio mwa0sFalisco in luogo del legittimo e più modesto mwa0wFiasco, il quale non so troppo perché abbia a vergognar tanto di se stesso, da non aver coraggio di mostrarsi al mondo a faccia scoperta»; «Lo stesso pertanto si fece quanto al genuino Mons Flasco, stato per lo indietro, a memoria d’uomini, il vero ed unico nome locale»
cite-note-9A 3. ↑ Luigi Savignoni, Illustrazione Italiana nr 39, anno XXV 25 settembre 1898, p. 218. «La denominazione Mons Faliscus o Faliscodunum data all'odierno Montefiascone, non è più antica del Rinascimento e sembra una innovazione degli eruditi di quel tempo, cui non bene doea suonare il Mons Flasco, appellazione costante nelle carte del Medio Evo.»
cite-note-10A 4. ↑ Raphaelis Volaterrano, mwa1mmwa1qmwa1umwa1ymwa1cCommentariorum urbanorummwa1g, 1552, p. 141: “Falerij & Falerium oppidum Faliscorum, cuius adhuc stant parva moenia simul cum prisco nomine. Fescennia Plinio, & Fescennium Straboni his propinquum ponitur, sive potius inter eos. Idem putaverim esse nunc Civitatem Castellanam”. (traduzione: Falerii e Falerium, città dei Falisci, le cui piccole mura sono ancora in piedi insieme all'antico nome. La Fescennia di Plinio e la Fescennia di Strabone sono poste vicino a queste, anzi tra di esse. Quello che penso sia ora Civita Castellana)
cite-note-11A 5. ↑ Antonij Massae Gallesij iurisconsulti, mwa1wDe origine et rebus Faliscorum liber, Roma, A. Blado, 1546, p. 15. «Poterat igitur possideri a Faliscis haec regio fecundum Tyberim e conspectu superiorum Sabinorum & agri Amerini ad Ariniano ad Vadimonis lacum, longitudinis millium passuum plus minus vicintitrium, latitudinis ferme septem, ubi mininum quatuor, quo in spatio nune sunt Castrum sancti Silvestri in iugo Soractis, Stabia, Civitas Castellana, Fabrica, Corchianum, Burgu Sancti Leonardi, Gallesium, Bassanellum, Orta, Mugnanum, Polymartium.» (Traduzione: Era quindi possibile che i Falisci avessero questa regione, il fertile Tevere, dalla vista dei Sabini superiori e dalla terra dell’Amerino all'Ariniano al lago di Vadimone, la cui lunghezza è più o meno ventitré miglia, la larghezza quasi sette, dove quattro, nel quale trovano ora spazio il Castello di San Silvestro nel crinale del Soratte, Stabia, Civita Castellana, Fabrica, Corchiano, Borgo San Leonardo, Gallese, Bassano in Teverina, Orte, Mugnano, Bomarzo.)
cite-note-12A 6. ↑ Strabone- Geografia- Libro V. “Alcuni poi dicono che i Falerj non erano Tirreni, ma Falisci, nazione separata, e che Falisci sia una città di lingua propria, che Equo Falisco appellano, posta sulla via Flaminia fra Otricoli e Roma”
cite-note-13A 7. ↑ Plinio- Naturalis Historia, VII, 19mwa2m : “Non lontano dalla città di Roma, vivono nell’Ager Faliscus alcuni gruppi familiari chiamati Hirpi. Costoro durante le celebrazioni annue in onore di Apollo, sul Monte Soratte, pur camminando a piedi scalzi sui carboni ardenti, non si bruciano e pertanto, in base ad una legge del Senato, sono esenti dal servizio militare e da altri obblighi”.
cite-note-14A 8. ↑ Francesco Maria Pieri, mwa2cLa situazione trascimina degli antichi Falisci, Montefiascone, 1788; Girolamo De Angelis, mwa2gComentario storico critico su l'origine di Montefiascone e della Cattedrale, 1841, p. 86: «E se vi cale saper di preciso, quali ne furono gli antichi abitatori, giovi pur argomentarlo dal nome, che sebbene corrotto restò ai pochi ruderi della città da essi un di abitata, e lasciamo che Civitacastellana additi all'ospite nelle rovine del suo Faleri l'antica Faleria, e la caduta grandezza de' suoi avi, e che Gallese vanti a suo autore Aleso che appella Ovidio duce dei Falisci (la moglie era falisca), mentre noi siam lieti di abitar questo monte abitato dai nostri autori e di riconoscere nel nome stesso di Montefiascone non meno antica di quella dei Falisci la nostra origine dai Fisconi colonia greca, che da Fisca (città secondo Tolomeo posta in Macedonia) vennero a popolare e fortificare questo monte , il quale perciò nomossi Mons physconmwa2k ; ed a questa mirava (dice il citato Alberti) M. Porcio Catone, quando scrisse nel luogo di sopra citato, mwa2omons Coryti in jugis Cyminiis, e regione Mons Physcon et arx Iti"»
cite-note-15A 9. ↑ L’illustrazione Italiana, anno XXIII, n. 46, 15 novembre 1896, p. 30. «.. è ormai assodato, dietro le più recenti scoperte, che l’antica Faleria sorgeva nelle vicinanze dell’attuale Civita Castellana; Montefiascone (argomentando dal nome, ché altre memorie non esistono) sarà stato forse abitato da una colonia di falisci»; Latina Gens, numero speciale Roma, marzo 1931.«Lo ebbe fondato (tempio di san Flaviano) secondo una lapide del 1032, la gente di Montefiascone; ed è in questa una delle prime menzioni del nome, Mons Flascon o Flasconus, che si vorrebbe far derivare da Mons Faliscorum, dei Falisci una parte dei quali, dopo la distruzione di Faleria, sarebbe venuta a stabilirvisi.»
Riferimenti
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Voci correlate
• mwbnkRocca dei Papi
• mwbnsDiocesi di Montefiascone
• mwbn0Lago di Bolsena
• mwboeTuscia
• mwbomEtruria
Bibliografia
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• G. Breccolamwbos, Altre emergenze in mwbowMontefiascone. Emozioni storie e colori, vol. II, Viterbo 2000, pp. 111-116.
• G. Breccola, mwbo4Montefiascone. Guida alla scoperta, Montefiascone 2006.
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Montefiascone
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Montefiascone
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.montefiascone.vt.it.
• citereftreccani-itMontefiascone, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRoberto Almagià e Giovanni Colasanti, MONTEFIASCONE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefsapere-itMontefiascóne, su sapere.it, De Agostini.
• mwbpuSabina Bracaccini, Montefiascone Medievale, su Montefiascone Medievale (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2017).